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PREMIO ZEUS NEL MONDO

   
 
“KLAOHI ZIS, IL CULTO DI ZEUS A UGENTO”            [visita la gallery]
dalla storia della scoperta alla musealizzazione



L’evento dell’esposizione dello Zeus stilita di Ugento ha riscosso, già dall’inaugurazione, avvenuta nel 2002 presso le sale del museo civico di Ugento, uno straordinario successo dovuto in primo luogo alla rilevanza storico ed artistica che il reperto ha e poi all’eccezionale ritorno che dopo quaranta anni la statua ha fatto nel piccolo centro salentino che nel 1961 ne vide la scoperta.
A tali ragioni, arricchite dalla volontà di diffondere la bellezza arcaica che il pezzo risalente alla fine del VI secolo a.C. emana, si deve la scelta di dare rilevanza nazionale ed internazionale alla mostra che già nel titolo porta i caratteri dell’originalità messapica: l’espressione Klaohi Zis è infatti, una invocazione in lingua messapica che significa Ascolta o Zeus equivalente nella lingua latina all’esclamazione Audi Juppiter.

L’evento si articola in tre sezioni dedicate rispettivamente a:

• Il contesto archeologico dell’antica OIAN (la moderna Ugento)
• La statua dello Zeus di Ugento
• Il culto di Zeus nella civiltà dei Messapi

La prima parte della mostra intende ripercorrere le tappe fondamentali dell’abitato ugentino fin dalla sua fondazione di età messapica risalendo alle fasi salienti che ne hanno fatto il caposaldo del controllo e dell’amministrazione messapica del sud Salento in epoca storica e poi centro cardine in età romana con il nome di Uxentum.

Attraverso l’esposizione di reperti provenienti dai numerosi scavi realizzati nella città e nel territorio e di pannelli didattici correlati da grafici, disegni ricostruttivi e fotografie si metteranno in evidenza i passaggi precipui della crescita sociale, urbanistica ed economica del centro.

La seconda parte sarà esclusivamente dedicata all’esposizione della statua bronzea dello Zeus stilita rinvenuta fortuitamente ad Ugento nel 1961. Giaceva all’interno di una buca chiusa da un masso quadrangolare, che si capirà poi essere il capitello che in antico la sosteneva, quando, durante lo scavo per le fondamenta di una casa, gli operai la riportano alla luce.
Realizzata alla fine del VI secolo a.C. con il metodo della fusione a cera persa, è una delle pochissime statue in bronzo giunte fino a noi.
Nei suoi 74 centimetri di altezza raccoglie l’atteggiamento fiero e sereno del dio che, stringendo il fulmine nella mano destra e l’aquila nella sinistra, si presenta dall’alto di una colonna ai suoi fedeli, coronato di alloro e di rosette; di straordinaria bellezza è il volto, ricco di particolari e di finezze artistiche, ingentilito dall’espressione di serenità che l’artigiano, probabilmente di origine tarantina, gli ha impresso.

La leggera torsione del busto, l’estrema attenzione ad ogni particolare fanno apparire eccezionale l’opera da qualsiasi punto ci si fermi ad ammirarla.
Il pezzo, di valore e importanza inestimabili, costituisce l’esempio massimo dei contatti e degli scambi culturali che la civiltà Messapica, di cui Ugento costituiva uno dei centri dominanti, intratteneva con la città laconica di Taranto: unica colonia magnogreca fondata in Puglia, nel 706 a.C.
All’interno della sezione troveranno posto alcuni pannelli che illustreranno l’affascinante storia della scoperta del bronzo, le fasi della realizzazione nell’antichità nonché un’illustrazione completa delle varie fasi di cui è consistito l’intervento di restauro del reperto, per cui si sono resi necessari dieci anni presso l’Istituto Centrale del Restauro di Roma.

La terza sezione mira a contestualizzare la statuetta bronzea negli ambiti cultuali messapici proponendo confronti tanto con altre divinità indigene quanto con le numerose rappresentazioni che lo Zeus trova negli interessanti contesti della Magna Grecia.
Si proporranno, pertanto alcune ricostruzioni degli spazi e dei luoghi di culto prevalentemente cronologicamente riferibili al periodo arcaico realizzate sulla base di rinvenimenti archeologici in siti messapici: da Vaste a Cavallino, a Leuca ad Oria.
Obiettivo fondamentale del tutto è quello di realizzare una completa visuale dell’universo che ruota intorno allo Zeus di Ugento, incastonando ogni tassello che ne compone la storia: dall’avvenimento casuale e straordinario della scoperta sino alla ricerca dei significati che hanno portato gli abitanti della Ugento di 2500 anni fa ad affidare le loro suppliche e le loro richieste, i loro bisogni e i loro desideri più intimi a questo capolavoro della bronzistica magnogreca.

 
 
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Un evento a cura di:
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